Gli ospiti della VIII edizione

Musica | Piazza Orticelli
Venerdì 26 agosto 2016

Afro Family al CTF

AFRO-FAMILY

Afro Family è una band di musica afroreggae siculo-africana. La band viene fondata nel 2009 dall’incontro di tre amici, due di questi approdati in Sicilia dall’Africa per un tour; l’amore sbocciato per la nostra terra, cosi’ simile alla loro per molti aspetti, li ha trattenuti in questa calorosa terra. Le due culture nel tempo si intrecciano, si influenzano ed amalgamano fino a fondersi armonicamente in una melodia dal tratto unico e distintivo. Il canto e il ritmo percussivo tradizionale senegalese si amalgama con il siciliano contaminato dal suono reggae. Un viaggio musicale che parte dai toni decisi del reggae per arrivare alle vibrazioni tribali delle percussioni africane.

L’elemento identificativo del gruppo rimane l’Amore per la musica in tutte le sue espressioni, Africa e Sicilia insieme a formare una unica “famigghia”. Negli anni la band si e’ arricchita di numerosi collaboratori fino a diventare l’Afro-Family di oggi, sei musicisti di etnie e culture differenti, un miscuglio di esperienze musicali che si incontrano, si fondono e si rispettano. Negli ultimi anni la Family ha fondato, grazie allo spirito di integrazione che permea il gruppo, una Associazione ONLUS chiamata “Afro Family Arte in Famiglia”, ha partecipato ad innumerevoli manifestazioni culturali ed è stata co-protagonista di un documentario sulla musica siciliana, “Sicily Music Factor” di Victor Ortega. Ha collaborato con numerosi artisti della scena nazionale ed internazionale e adesso si appresta ad entrare in studio per realizzare il primo album della band, mettendo a frutto le esperienze di questi anni.

Musica | Piazza Orticelli

Sabato 27 agosto 2016

Sandro Joyeux

sandroSandro Joyeux, musicista vagabondo, getta un ponte tra la canzone francese e i ritmi del mondo, mescola musica di viaggi, di danza e di condivisione.

Alexandre Joyeux Paganini nasce a Parigi nel 1978, mamma francese e papà italiano. Fin da piccolo un grave problema all’udito lo obbliga a diversi interventi. Nonostante questo disagio sviluppa un legame viscerale con la musica. A sette anni è uno “scugnizzo”, libero di girare per Parigi da solo fino a notte tant’è che conosce a memoria la mappa della Metro e tutte le biblioteche dove si può ascoltare musica gratis. A dieci anni entra nel Coro della Radio Nazionale Francese e attraversa la Francia cantando dai gregoriani alla contemporanea, in Russo, Tedesco, Latino, Italiano. Si iscrive al Conservatorio del IX distretto di Parigi per studiare solfeggio e trombone ma quando impara primi accordi su una chitarra se ne innamora. A sedici anni, trascinato dalla vita di strada, abbandona la scuola. Il giorno del suo diciottesimo compleanno parte per Firenze con un solo obiettivo: incontrare suo padre per la prima volta. Qui resta alcuni mesi, lavora come manovale o pony express, impara l’italiano. Diviso tra l’Italia e la Francia è sempre in viaggio, su e giù da Firenze a Parigi in autostop, in vespa o nascosto nei treni. Conosce a memoria tutte le stazioni di servizio e può contare su una rete di camionisti che non lo lasciano mai a piedi.

Nel 98 entra nei King’s Roots, band Reggae con cui suona nei locali di Parigi e dintorni. Dopo tre anni la band si scioglie e Sandro si rimette in viaggio. Il Marocco lo segna profondamente: assiste a “trance Gnawa”, incontra ragni e musicisti marocchini, impara le prime parole in Arabo. Poi arriva la grande scoperta: l’Africa nera che irrompe con Boubacar Traore. Trovare gli spartiti è impossibile, così Sandro studia ad orecchio il repertorio del cantautore maliano e inizia ad appassionarsi alla musica del West Africa: Salif Keita, Oumou Sangare, Youssou N’dour, Amadou e Mariam. Torna per un po’ a Parigi e frequenta i quartieri africani. Vive cantando per le strade delle città europee un repertorio che spazia da Bob Marley ai francesi Gainsbourg, Nougaro, Brassens. In quegli anni da busker matura la sua tecnica chitarristica percussiva e impara a confrontarsi con tutti i tipi di pubblico. Suona anche nelle carceri, nei centri d’accoglienza per migranti, negli ospedali psichiatrici.

Nel 2004 si trasferisce a Lille che quell’anno è Capitale Europea della Cultura. Qui fonda i 100Dromadaires, band dalle influenze Reggae e Afro. Ora Sandro vuole vedere il Mali: ci va nel 2005. Per la prima volta ha la possibilità di studiare insieme ai suoi maestri: impara lo stile Mandingue, suona alle feste locali – i Sumu- incide un brano con musicisti di Bamako, apprende i dialetti: Bambara, Wolof, Malinke. Il ricordo più bello di quel viaggio è la visita a Boubacar Traore, il suo idolo. “Boubacar mi accoglie nel suo cortile e mi offre il thè. La musica di Kar Kar ha cambiato la mia vita e ora mi ritrovo a cantare le sue canzoni per lui e la sua famiglia. Inebriato dalle sue risate e cullato dalla sua ospitalità mi godo questo momento tanto atteso”.
Dopo l’Africa Sandro fa più di 300 concerti in giro per la Francia. Nel 2009 i 100Dromadaires aprono i concerti di Omar Sosa e di Seun Kuti & Egypt 80. Nell’estate di quell’anno torna in Italia. In Puglia incontra un giovane sceneggiatore, Giuliani Miniati, che colpito dal suo talento e lo invita a Roma. Nella capitale in poco tempo diventa un piccolo caso: i live arrivano uno dopo l’altro e la sua storia colpisce Fabio Luongo, documentarista e regista di videoclip che collabora con artisti di fama nazionale. Luongo inizia a girare un documentario su Sandro Joyeux.

È ospite di Adriano Bono al festival Roma Incontra il Mondo, suona come spalla agli Steel Pulse al Gusto dopa al Sole, apre il concerto di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti alla finalissima nazionale di Martelive. La sua musica coinvolge musicisti come: Baba Sissoko, Daniele Sepe, Emanuele Brignola, Awa Ly, Pape Kanoute, Madya Diebate, Piero Monterisi, Adriano Bono, Antonio Ragosta, Roberto Angelini, Ilaria Graziano, Francesco Forni, Andrea “Fish” Pesce che lo accompagnano spesso dal vivo.

Dall’incontro con il produttore artistico napoletano Mauro Romano, nasce l’idea di incidere il suo primo disco a Napoli. È il 2011. Partecipa come attore/musicista al film Cosimo e Nicole, con il brano Sur Les rives, (inserito nella colonna sonora del film prodotta da Sugar Music insieme a: Marlene Kuntz, Afterhours, Verdena e Bud Spencer Blues Explosion).

Viaggiando per l’Itala scopre un’altra Africa: quella dei braccianti agricoli. Nasce l’Antischiavitour, il suo viaggio musicale in giro per le campagne d’Italia a sostegno dei migranti: dalla baraccopoli del Gran Ghetto di Foggia al campo di Rosarno fino a Saluzzo, in provincia di Cuneo.

Nell’Ottobre del 2012 termina la lavorazione del suo primo disco – Sandro Joyeux – prodotto dalla giovane Mr.Few di Giuliano Miniati e Mauro Romano. Il disco, che sarà venduto esclusivamente ai live, registrato tra Napoli, Lille e Roma, è un omaggio all’Africa. Hanno partecipato alla realizzazione del disco tredici musicisti tra cui Daniele Sepe, Madya Diebate e Ilaria Graziano.

Tra Dicembre 2012 e Gennaio 2013 è voce e chitarra nella band di Tony Esposito per le sei serate napoletane tutte sold out del Tour di Pino Daniele -Tutta n’ata storia – che vede ospiti anche James Senese, Enzo Gragnaniello, Tullio De Piscopo e Raiz. Al momento è impegnato nel tour di promozione del suo disco.

 

Musica | Piazza Orticelli
Domenica 28 agosto 2016

Marcello Coleman al Cusano Talk Festival

marcello-colemanMarcello Coleman – Da oltre 25 anni suona e canta il reggae in Italia

Voce degli Almamegretta dal 2009 al 2013.
Da oltre 25 anni suona e canta il reggae in Italia.

Nasce a Napoli da padre americano e madre italiana, da adolescente inizia a creare e a collaborare con molte bands partenopee, tra cui i Bisca.

Nel 1985 è presente nel disco “Passaggio da oriente” di Tullio De Piscopo in cui duetta con MORY KANTE nel brano Radio Africa; resterà in tour con De Piscopo per circa 10 anni.

Seguono altri due anni di tour con Tony Esposito.

Nel 1995, con la sua band, registra un primo MiniCD dal titolo “RENA NERA” in cui si fondono le atmosfere Pop Partenopee con il Root’s Reggae. Il successo ottenuto da questo primo lavoro, gli permette di farsi notare da pubblico e critica partecipando a molte rassegne musicali. Nel 1998 collabora scrivendo e cantando con Renzo Arbore e l’orchestra italiana per il disco SUD, in cui si fa notare con la sua voce “caraibica” nel brano Cocorito.
Nel 2005 pubblica il suo primo album da solista, NAIF. 12 brani, interpretati in inglese e in napoletano, in cui concretizza le esperienze di tanti anni di lavoro, tra il funk, il reggae e la black music. Nel 2008 nasce il progretto “ALTERNEGRO frutto della collaborazione con gli amici Carlo Rossi (DJ) e Diego Sorano (fonico e dubmaster). In ALTERNEGRO Marcello dà libero sfogo al suo ALETER-ego-NEGRO, creando brani basati al 100% su reggae riddims. Dal 2009 è la voce degli Almamegretta, con cui realizza l’album Dubfellas vol.2 (Sanacore/Arealive). Dal 2010 ad oggi, ha collaborato con diversi artisti tra cui Nicola Caso (we Got da Powa), Indubstry (Rasta Soldjars), Guido Russo (a Thousand Word / Spirit Guayra), Palkoscenico (All Along da Way), Marco Gesualdi (Sir Ralph), Kriga (4you), Lidryca (Revolutionary Pressure) e tanti altri.