Genova – Mediterraneo e ritorno: un viaggio attraverso Crêuza de mä
Mostra | Piazza Orticelli
26-27-28 agosto 2016
arte-creuza
Il progetto “Genova-Mediterraneo e ritorno: un viaggio a disegni animati attraverso Crêuza de mä”, ideato dal regista e sceneggiatore Matteo Valenti con l’intento di coinvolgere sette scuole d’arte, in prevalenza liguri, nell’illustrazione a disegni animati delle canzoni del disco che Fabrizio De André. Il progetto, promosso e sostenuto da Coop Liguria – che da oltre vent’anni utilizza il cinema d’animazione come strumento didattico in laboratori proposti gratuitamente alle scuole di ogni ordine e grado – è iniziato nel 2011 e ha coinvolto i seguenti istituti: liceo artistico Klee-Barabino di Genova (Crêuza de mä); Istituto Europeo di Design di Milano (Jamín a); Istituto d’Arte e Dams di Imperia, rispettivamente per la sceneggiatura e i disegni (Sidún); liceo artistico Luzzati di Chiavari (Sinàn Capudàn Pascià); liceo artistico Martini di Savona ( pittima); Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova (D’ä mê riva). La canzone  duménega, invece, è stata illustrata dall’artista spezzino Nicola Perucca.
Matteo quando e come inizia la tua carriera?

Ho iniziato a lavorare nel campo della videoproduzione, ma quasi subito ho avuto l’opportunità di specializzarmi nel campo del cinema d’animazione perchè stavano partendo le prime serie animate Rai (Lupo Alberto/Corto Maltese…) e così, nel 1996 sono andato a Milano e ci sono restato per 13 anni, lavorando al software compositing, alla post produzione, assistenza alla regia e infine scrivendo sceneggiature. Adesso mi occupo anche nuovamente  di video dal vero, che comunque non avevo mai davvero abbandonato.
Come nasce il progetto Genova-Mediterraneo e ritorno?
Proprio ritornando a Genova, ho avvertito forte il legame con questa difficile e affscinante città e ho pensato ad un progetto che potesse unire Genova, la musica (mia grande passione) e il mio lavoro d’animazione. Un lavoro a disegni animati realizzato da e con gli studenti delle scuole d’arte liguri era proprio la sintesi di tutto ciò, inoltre stava per arrivare il trentennale dalla pubblicazione di questo disco. Siccome già collaboravo con Coop Liguria per lavori con le scuole è stato naturale proporre loro questo progetto. Hanno accettato con entusiasmo anche per via dei contenuti di conoscenza ed integrazione che queste canzoni portano con se. Inseguito sono arrivati patrocini come quelli del Comune e della provincia di Genova, della Regione Liguria e non ultimocon grande piacere quello della Fondazione Fabrizio De André.
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Chi ti ha ispirato nella realizzazione dello stesso?
Come detto è dipeso da una serie di circostanze. Un giorno, mentre nella mia mente si faceva strada l’idea per “un qualcosa”, mi trovavo sulla sopraelevata e stavo notando delle case al Porto Antico. Proprio pochi giorni prima avevo saputo che Faber avrebbe voluto andare a vivere la, in vista di un suo ritorno a Genova, che poi purtroppo non è mai avvenuto. Ho pensato subito che Fabrizio De André potesse essere la chiave giusta e da li Crêuza de mä de ma è stata una scelta ovvia.
Cos’è per te il Mediterraneo?
Il Mediterraneo per me è il mare che da quando sono nato è stato una costante compagnia. I genovesi, ma credo in genere chi nasce e vive vicino al mare, si rende conto di questo fatto quando viene a mancare. E così è stato anche per me. Quando ero a Milano, mi sembrava molto strano non poter allungare lo sguardo verso l’orizzonte e poter pensare, immaginare. Oppure anche sapere che il mare, una sorta di immensa porta sul mondo, non era li, ma al suo posto c’era altra pianura e poi ancora pianura per centinaia di kilometri.
Per rispondere nello specifico alla tua domanda, il Mediterraneo è proprio ciò che dicevo prima. Al di la di quell’orizzonte ci sono altri porti, altre civiltà millenarie, così diverse. Tra te e loro, solo acqua che è una misteriosa via di comunicazione. Oggi questo fascino è messo a dura prova, ma spero per tutti che tornino tempi migliori.
Cosa rappresenta “Crêuza de mä” per un genovese?
E’ diventato un simbolo di Genova, tutti qui lo sentono un po’ proprio, ma ad essere sinceri, durante questo progetto, per il quale ho anche realizzato un documentario dal titolo Dove la luna si mostra nuda, con interviste ai musicisti del disco e amici e conoscenti di Faber, ho avuto modo di rendermi conto che Crêuza de mä è vissuto con un affetto fuori dalla norma, anche al di fuori dei confini liguri. Evidentemente c’è qualcosa di molto profondo in quel disco, qualcosa che nasce e parte da Genova, ma è proiettato all’esterno, proprio come una nave che esce dal porto.
Ci dai tre aggettivi che raccontano le storie del Mediterraneo?
Profonde, salate, mitologiche